L'ORIGINE DEL TERMINE

La parola diamante deriva dal greco “damas” che significa indomabile.
Già nel I secolo d.C. se ne fa menzione nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, che considera il diamante la pietra più preziosa e più dura tra tutte le altre.

Per questa ragione assume un significato simbolico importante e viene legato spesso alla capacità di allontanare i mali per la sua incorruttibilità.

Il diamante non è altro che una delle diverse forme in cui si presenta il carbonio.
In questo caso la composizione atomica del carbonio è disposta secondo la forma geometrica dell’ottaedro.

La storia del diamante

La storia del diamante viene fatta risalire all’India ricca di depositi alluvionali che si trovavano a ridosso del fiume Krishna, ma anche del Godavari e del Penner.

I primi riferimenti circa l’utilizzo dei diamanti nell’antica Roma provengono dall’India.
I romani li utilizzavano come strumenti d’incisione per la loro particolare durezza.

L’estrazione del diamante sino al XVIII secolo veniva fatta in depositi alluvionale, soprattutto in India, successivamente furono trovati i primi diamanti in Brasile, poi in Sudamerica.

Solo dopo, nel 1867 furono scoperti i primi diamanti in Sudafrica.

Le scoperte di diamanti in Sudafrica furono caratterizzate soprattutto dall’importanza che ebbero i camini dei vulcani spenti.

Furono rinvenuti per la prima volta a Kimberley, città che diede il nome alla roccia dalla quale viene estratto il diamante, cioè la kimberlite.

Dopo questa scoperta il Sudafrica divenne un importante centro di estrazione del diamante, e a livello mondiale, sostituì l’India che ormai aveva esaurito i propri centri di estrazione.

I diamanti divennero noti soprattutto nel XIX secolo, che coincise con il progressivo miglioramento del taglio della gemma. Solo nel 1813, grazie ad un esperimento di Humpry Davy, che concentrò con una lente i raggi del sole in un diamante grezzo causandone la combustione, si poté dimostrare la sua composizione chimica di carbonio.

Questa scoperta contribuì ad accrescere la fama dei diamanti e le sue peculiari caratteristiche, infatti il carbonio a pressioni altissime, diversi milioni di anni fa, aveva dato luce alla pietra più dura mai esistita nella natura.

Il luogo d'origine

Il diamante si è formato diversi milioni di anni fa nel mantello della Terra, e solo grazie alle eruzioni vulcaniche sono emersi in superficie per mezzo della kimberlite.

L’erosione della kimberlite e il suo sgretolamento libera diamanti di varie dimensioni, colori e purezze diverse, che saranno successivamente selezionati da centri specializzati.

Uno dei diamanti più importanti scoperto in giacimenti di kimberlite fu il Cullinan, scoperto nel 1905 a Premier.

Il Cullinan è un diamante che allo stato grezzo pesava 3025 carati, pari a 605 grammi. Dopo il taglio furono ottenute circa un centinaio di pietre delle quali la più importante pesava 516,5 carati.

I GIACIMENTI E LA COMPOSIZIONE CHIMICA

L’estrazione del diamante può avvenire in due tipi di giacimenti: primari e secondari.
Nei primi, i diamanti si trovano nella kimberlite e vengono estratti mediante sgretolamento della stessa, mentre nei secondi, i diamanti si trovano in terreni alluvionali, a volte nella sabbia o nella ghiaia, o in fiumi.
Normalmente per estrarre un carato di diamanti si devono lavorare circa 5 tonnellate di kimberlite, mentre nei depositi alluvionali si deve setacciare circa 20 tonnellate di sabbia.

La struttura di un diamante è composta da cristalli che formeranno un ottaedro oppure un esacisottaedro.
La maggior parte delle volte si possono evincere in queste forme, altre forme, ad esempio delle incisioni triangolari.
In base alla gemmazione dei cristalli di carbonio si possono anche verificare composizioni diverse, sia triangolari, o più raramente forme cubiche.
Il diamante è un cristallo composto da atomi di carbonio che si sono aggregati in una struttura tetraedrica.
Tra le caratteristiche più importanti si può menzionare il punto di fusione che è di 3820 gradi Kelvin, e l’indice di dispersione ottica, nonché la durezza, che nella scala di Mohs è pari a 10.

LE PROPRIETÀ CHIMICO-FISICHE

Il diamante è un cristallo trasparente composto da atomi di carbonio a struttura tetraedrica.
I diamanti hanno diverse applicazioni, grazie alle eccezionali caratteristiche fisiche del materiale di cui sono composti.

Le caratteristiche più rilevanti sono l’estrema durezza, l’indice di dispersione ottica, l’elevata conducibilità termica, col punto di fusione a 3.820 K.

I DIAMANTI COME BENE DA INVESTIMENTO

Un diamante da investimento è considerato un bene fisico e reale, tanto quanto una casa.
Esso è garantito da certificazioni internazionali, ed è quindi utilizzabile per aumentare il valore del proprio portafoglio finanziario.

Non stiamo parlando di un comune diamante perché ha un suo mercato e permette un guadagno all’investitore grazie alla crescita costante del valore.