PERCHÉ INVESTIRE
IN DIAMANTI?

La crisi finanziaria ed economica ha riportato in auge queste pietre in quanto, giustamente, considerate un bene rifugio che può aiutare a preservare il patrimonio da manovre finanziarie, svalutazioni di borsa ecc…
Riuscire a far rendere i tuoi soldi oggi è sempre più complicato:

  • da una parte i rendimenti sono ai minimi. pensa che un btp a 5 (cinque) anni ti offre un rendimento netto inferiore all’1% (senza contare le spese bancarie). le obbligazioni della tua banca subiscono una tassazione persino peggiore. gli immobili sono gravati dalle imposte, inoltre negli ultimi anni il loro valore è sceso e non ci sono ancora reali segnali di ripresa.
  • dall’altra parte i rischi sono aumentati. oggi tutti sono coscienti che non esiste un investimento sicuro, anche il vecchio bot (che tra parentesi oggi offre al netto di tasse e spese pure un rendimento negativo).

Il diamante risponde ad entrambe le esigenze: è un bene rifugio che si è rivalutato nel tempo, soprattutto nei periodi di crisi o di incertezza.

Se conosci il concetto di diversificazione del portafoglio finanziario (il concetto su cui si basano tutti i grandi gestori), non ti potrà sfuggire il fatto che il diamante oggi è il miglior modo per investire le tue risorse finanziarie.

COME VALUTARE UN DIAMANTE

I diamanti vengono classificati con una metodologia standardizzata universale, basata su 4 elementi (detti 4C) che sono:
  • Carat: il peso in carati
  • Color: il colore
  • Clarity: la purezza
  • Cut: il taglio

IL CARATO (CARAT)

Il carato è un elemento indispensabile nella valutazione del diamante: la sua unità di misura è il carato metrico (Ct.) e corrisponde ad 1/5 di grammo (5 carati fanno un grammo).

Il prezzo della pietra non cresce in maniera lineare in base al peso e subisce dei veri e propri salti in corrispondenza di determinati valori.

IL TAGLIO (CUT)

Il taglio è un elemento fondamentale, benchè, spesso sottovalutato (anche perchè più complesso da capire).

Il taglio determina la luminosità della pietra, più alta è la qualità del taglio, migliore è la combinazione tra brillantezza e fuoco della pietra.

A occhio nudo una pietra: D Flawless, può sembrare uguale a una: F VS, se entrambe sono tagliate bene e in maniera similare.

Invece una piccola variazione nel taglio, anche se di grado uguale, può essere percettibile.

Il taglio è di gran lunga la C più importante se guardiamo alla bellezza di una pietra ma è la più difficile da valutare.

LE CARATTERISTICHE DI UN DIAMANTE

Abbiamo visto le 4C (carato, colore, purezza e taglio) che rappresentano i fattori base per classificare e valutare una gemma. Ma quando si sceglie una pietra preziosa per un investimento, occorre analizzare più a fondo non solo le classiche 4C ma anche le altre caratteristiche del diamante.



Le 3 principali sono:

SIMMETRIA
(simmetry)

FINITURA O LUCIDATURA
(polish)

FLUORESCENZA
(fluorescence)

I VANTAGGI

  • è un bene rifugio che grazie ad un mercato monopolistico e oligopolistico si è rivalutato costantemente e stabilmente nel tempo, e lo farà ancora in futuro.
  • è indipendente dalle vicende economiche e politiche: crisi finanziarie, guerre, caduta di governi non influenzano le quotazioni dei diamanti.
  • ti consente di diversificare il tuo portafoglio di investimenti.
  • è un bene fisico, tangibile che potrai tenere in mano, a differenza di un’azione o un’obbligazione.
  • è un bene sovrannazionale riconosciuto e vendibile in tutto il mondo, in Italia come in qualunque paese estero, anche nelle situazioni politiche e sociali più difficili.
  • è un oggetto raro ed esclusivo ma al contempo un bene acquistabile da (quasi) tutti.
  • è un investimento esentasse, non si paga imposta di bollo o capital gain sulle plusvalenze o tassa di successione.
  • consente all’investitore di mantenere l’anonimato.
  • Non c’è nulla segnato in banca o su qualche registro.
  • è un bene resistente e per questo duraturo.